SLEGHIAMO LE MENTI…..

Nonostante cultura democratica, movimenti di liberazione, femminismo e sessantotto, la mercificazione e la strumentalizzazione del corpo della donna rimangono uno dei più tenaci e ossessivi temi iconici del nostro tempo. Il corpo femminile e la donna intesa come oggetto tracimano dai manifesti murali, dalle riviste di ogni tipo, per non dire dell’universo televisivo che condiziona e ormai comanda non solo il gusto, ma lo stesso pensiero. Immagini, dove dietro una presunta universale eleganza si nasconde la volgarità più insidiosa: quella del dominio e dell’uso dei corpi e delle menti. Davanti a tutto ciò, le grandi metafore in bianco e nero di Alberto Lisi sono un’oasi di ironia e di salvezza. Lungi dall’essere violenza, e nonostante i non nascosti rimandi a certo feticismo, come i nodi ripetuti con orientale pazienza e rigore, i corpi opulenti, lontani anni luce dall’immagine della donna così come la si offre al “macho” occidentale, sono veri e propri paesaggi di serenità. La carne, anziché aggredire e turbare, ritorna ad essere umana come nelle grandi Veneri-madri del Neolitico. Lisi con queste grandi foto, oltre a metabolizzare un oriente fortunatamente non arreso al peggiore occidentalismo, riprende a modo suo aspetti dimenticati del surrealismo e persino i macro impacchettamenti di Cristo, arrivando là, dove la pubblicità che usa i corpi femminili non arriverà mai , e cioè a farci pensare e a liberarci dalla dittatura stereotipata della bellezza.

Padova 24/07/07

Elio Armano

 

 

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